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I kata del Goju Ryu

I "segreti" delle Arti Marziali

kururunfa kanji gekisai dai ichi

Letteralmente la parola KATA significa "FORMA". Nel campo delle Arti Marziali questo è inteso come una sequenza di esercizi obbligatori invariati nel tempo.
Ma il suo concetto è molto più profondo. Il kata è la parte del karate dove sono racchiusi tutti i segreti e le radici più antiche delle Arti Marziali.

Nella pratica i kata sono esercizi che contemplano, attraverso dei gesti sequenziali, tecniche di difesa, attacco e contrattacco precostituiti che simulano un combattimento contro uno o più avversari. La pratica dei kata quindi migliora la capacità di difesa, la velocità, il controllo del corpo, della respirazione, la coordinazione dei movimenti e la concentrazione ed è quindi considerato il metodo ideale per allenarsi.

Oggi il kata viene utilizzato come strumento agonistico ed ha subito di conseguenza un'evoluzione di carattere sportivo ma anticamente rappresentava una "FORMA", appunto, codificata di gesti atti a tramandare un'antica arte di difesa la cui profonda conoscenza era ad appannaggio di pochi adepti ma che attraverso il kata stesso dava comunque a tutti la possibilità di renderla praticabile.

Esistono diverse famiglie di kata che hanno caratterizzato la formazione dei vari stili.
Attraverso i loro nomi si possono capire il loro territorio d'origine ed il loro stile di appartenenza. Nella scuola del Goju ryu sono studiati i seguenti kata :


sanseru

TAIKYOKU KATA

- Taikyoku Jodan;
- Taikyoku Chudan;
- Taikyoku Gedan;
- Taikyoku Kake Uke;
- Taikyoku Mawashi Uke.

FUKYU KATA

- Gekisai Dai Ichi;
- Gekisai Dai Ni;
- Sanchin;
- Tensho.

KAISHUU KATA

- Saifa;
- Sanseru;
- Seienchin;
- Shisochin;
- Seipai;
- Seisan;
- Kururunfa;
- Suparimpei.


I kata Gekisai e Taikioku sono stati introdotti rispettivamente da Miyagi e Yamaguchi come kata di base (kihon kata) per meglio apprendere le nozioni principali e le tecniche di respirazione per i più impegnativi KAISHUU Kata.

Il kata Tensho è stato creato da Miyagi dallo studio del kata della gru bianca della scuola del Sud (Rokkishu) della Cina che sebbene simile Sanchin nelle posizioni al kata Sanchin contiene tecniche che utilizzano il palmo della mano e il dorso del polso per colpire e parare. Questi kata realizzati per lo studio della respirazione sono anche definiti "zen in movimento".

Invece i kata del gruppo kaishuu sono tramandati dalla tradizione dell'arte cinese del combattimento del Tempio di Shaolin e degli altri stili praticati nella provincia del Fukien nel sud della Cina che grazie all'opera dei maestri come Higashionna e Miyagi sono arrivati sino ai nostri giorni.

In conclusione i kata sono la sostanza del karate dove sono distillate la saggezza, la conoscenza e l'esperienza di moltissimi maestri che attraverso i movimenti ritmici dei kata hanno cercato di tramandare i loro insegnamenti.


"La vera essenza del KATA non consiste nei gesti in sè, ma nel modo in cui lo spirito li rende precisi, inevitabili. Bisogna saper creare un gesto totale dove, in un istante, si ritrovi tutto il KI. Vivere il vero spirito del gesto: il KATA, attraverso l'allenamento, deve fondersi con lo spirito. Più lo spirito sarà forte, più sarà forte il KATA"
Tratto dal libro "Lo Zen e le arti marziali" del maestro T. Deshimaru.

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